Antica Dolceria Bonajuto

Era il 1880 quando Francesco Bonajuto, seguendo le orme del padre, apriva la sua piccola bottega dolciaria immmersa nel meraviglioso barocco di Modica; da quella bottega cominciarono ad uscire squisitezze d'origine araba e spagnola frutto di una tradizione secolare.
Egli continuò per anni con passione e meticolosità quella sua attività nella speranza di non far scomparire per sempre quell'arte che lo aveva cresciuto e di cui era divenuto uno straordinario interprete.

Fu durante la loro dominazione in Sicilia che gli spagnoli introdussero la lavorazione del cioccolato così come l'avevano appresa dagli Aztechi durante la scoperta del Nuovo Mondo.
Ancora oggi, la metodologia di produzione del cioccolato Bonajuto è vicinissima a quella attuata dagli Aztechi.

La massa di cacao (semi macinati) non privata del burro di cacao in essa contenuta, viene riscaldata per renderla fluida e ad una precisa temperatura viene mischiata a zucchero semolato e spezie (cannella o vaniglia). Il composto così ottenuto viene mantenuto ad una temperatura che non fa sciogliere i cristalli di zucchero, che rimangono infatti integri all'interno della tavoletta, amalgamato il tutto, si passa alla fase finale che consiste nel distendere il composto su degli stampi che verranno poi battuti per far sì che il cioccolato assuma la forma desiderata.

La particolare lavorazione "a freddo" di questo cioccolato, esclude la fase del concaggio riuscendo, a mantenere aromi che sarebbero altrimenti destinati a scomparire. La forza di questo particolare prodotto è proprio nella semplicità della lavorazione e nessuna aggiunta in burro o di altre sostanze estranee.

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