Garzotto

Era il 1840 quando lo speziale Rocco Garzotto ebbe la felice intuizione: amalgamare insieme quello che gli antichi chiamavano il cibo degli dei, cioè il miele, con albume d'uovo, zucchero e mandorle sbucciate. Naturalmente insieme a questi ingredienti semplici e preziosi ci volle tutta la perizia tecnica e l'estro creativo dell'inventore, oltre ad un lento e laborioso procedimento che durava e dura ancor oggi più di nove ore, per il quale l'intervento manuale era e resta insostituibile.
Di bocca in bocca, la fama del Mandorlato oltrepassò ben presto le mura di Cologna Veneta. La limitata produzione di mandorle della vicina val d'Illasi non bastava più a soddisfare la domanda. Allora Rocco Garzotto, perfezionista ed erede di una tradizione che voleva le navi della Repubblica Veneta abbandonare la serenissima laguna ed affrontare i mari sulla rotta delle spezie, andò a cercarsi i migliori ingredienti là dove nascevano: le mandorle di Ceglie del Campo, il pregiatissimo miele di Zafferana Etnea, le uova freschissime più vicine a casa.
Nessun additivo, nessun aroma, nessun semilavorato, solo gli ingredienti genuini e d'origine dei medesimi luoghi: nulla è cambiato nel tempo. A custodire la ricetta originale tramandando la volontà del suo inventore, a condurre l'azienda, a prendere parte attiva nella lavorazione con il metodo tradizionale è ancor oggi la famiglia Garzotto.

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