Marchesi de' Frescobaldi

Per 700 anni e 30 generazioni, l’impegno nell’agricoltura e nella viticoltura ha rappresentato un aspetto predominante nell’attività della famiglia Frescobaldi.

La storia vinicola della famiglia Frescobaldi inizia intorno al 1300. Berto de’ Frescobaldi lascia in eredità ai figli le proprietà rurali tra cui “case, mulini, vigne, arboreti, poderi e terre spezzate”. Il vino prodotto in queste terre fu esportato nelle Fiandre e in Inghilterra, dove i Frescobaldi divennero i fornitori abituali di corte, nonché i banchieri ufficiali della corona.

Al tempo del loro maggiore fulgore, a cavallo fra ‘400 e ‘500, i Frescobaldi aprirono banchi di commercio non solo in Inghilterra e nelle Fiandre, ma in tutto il Levante, da Costantinopoli a Damasco, e i loro numerosi interessi li spinsero fino alla lontana Cina. Tra le altre attività, la famiglia finanziò la spedizione di Giovanni da Empoli che giunse fino in Kerala, all’estremità meridionale della penisola indiana. Nel frattempo il Castello di Nipozzano, trasformato da fortezza a residenza fortificata, diveniva il centro della vita rurale del contado limitrofo, e i vini della zona andavano ad arricchire le già ben fornite cantine della famiglia.

I vini di Pomino, già citati da Francesco Redi nel ‘600, continuano ad essere protagonisti dell’enologia italiana. A testimonianza della loro qualità si espresse il Granduca di Toscana con un bando ufficiale, in cui Pomino venne riconosciuta come una delle quattro zone della Toscana più importanti per la produzione di vino di qualità. Era l’anno 1716: ben 140 anni prima della nascita del sistema di classificazione dei Grand Cru Classé bordolesi.

Il Marchese Vittorio degli Albizzi, antenato dei Frescobaldi, nacque in Borgogna agli inizi del 1800. Ereditate le proprietà in Toscana dal ramo fiorentino della famiglia, rientrò a Firenze. Con grande meraviglia, scoprì a Pomino una realtà ambientale unica in Toscana: un territorio montano, boschi di conifere e castagni, oliveti e vigneti, in un clima fresco, ventilato, con grandi escursioni termiche stagionali e diurne. Forte delle sue esperienze in Borgogna, teorizzò fra i primi in Italia la coltivazione specializzata e monovarietale della vite, anche ad altitudini fino ad allora inconsuete per la viticoltura, grazie a varietà più precoci quali Chardonnay, Pinot Bianco e Grigio, Pinot Nero, Cabernet e Merlot, da lui introdotte a Pomino, per la prima volta in Toscana, già nel 1855.

Negli anni ’60 Vittorio Frescobaldi ha impresso all’azienda una svolta decisiva favorendo la specializzazione in viticoltura con la ricerca dei terreni più adatti per la coltivazione della vite. In breve tempo sono stati piantati oltre 500 nuovi ettari di vigneto nelle tenute in provincia di Firenze e contemporaneamente Marchesi de' Frescobaldi, affermatasi come una delle principali realtà vitivinicole in Italia, ha avviato l’ammodernamento, in ciascuna tenuta, delle cantine di vinificazione, con l’obiettivo di valorizzare al massimo le produzioni di ciascuna tenuta e dei suoi differenti vini.

In ogni epoca i Frescobaldi hanno saputo evolversi, cogliendo e anticipando i mutamenti della storia, riuscendo a coniugare felicemente esperienza e innovazione. Da oltre 700 anni e 30 generazioni l’impegno nell’agricoltura e nella viticoltura ha rappresentato un aspetto predominante dell’attività della famiglia Frescobaldi. In particolare, dalla fine dello scorso millennio i Frescobaldi sono stati protagonisti dell’evoluzione della viticoltura nel mondo, diventando il più prestigioso produttore toscano di vino.

 

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