Masataka Taketsuru nasce da un'antica famiglia di produttori di Saké e diventa il padre riconosciuto del whisky giapponese. Nel 1919 si reca in Scozia per un anno di formazione diretta nelle distillerie, assorbendo le tecniche tradizionali di distillazione. Al suo ritorno, nel 1924, crea il primo whisky giapponese per conto della società Kotobukiya, avviando anche la costruzione della prima distilleria nei dintorni di Kyoto.
La distilleria di Yoichi
Nel 1934 Taketsuru fonda la propria società e avvia la costruzione della distilleria Yoichi, sull'isola di Hokkaido. Il sito è scelto con cura: dispone di una sorgente d'acqua sotterranea filtrata dalla torba — considerata tra le migliori per la produzione di whisky — e di una propria Kiln con i caratteristici camini a forma di pagoda, attiva fino ai primi anni '70.
Alambicchi Pot Still a fuoco vivo
Gli alambicchi Pot Still di Yoichi vengono ancora riscaldati a fuoco diretto, secondo un metodo artigianale abbandonato dalla maggior parte delle distillerie scozzesi. La loro forma a cipolla produce un distillato ricco, corposo e di grande complessità.
Il carattere del territorio
La posizione della distilleria — a un chilometro dal mare — conferisce ai whisky Nikka un profilo aromatico distintivo, con note saline e lievemente medicinali che riflettono il paesaggio di Hokkaido. Le botti vengono fabbricate direttamente in loco con legno di quercia giovane, una pratica sempre più rara anche in Scozia.
Perché scegliere Nikka
Nikka rappresenta uno dei capitoli fondativi del whisky giapponese. La distilleria di Yoichi mantiene tecniche produttive artigianali — riscaldamento a fuoco vivo, produzione interna delle botti — che la maggior parte dei produttori mondiali ha abbandonato. Il risultato è un whisky con un'identità precisa, radicata nel territorio e nella storia, non replicabile altrove.