Arianna Occhipinti ha fondato la sua azienda nel 2004 con un solo ettaro di vigneto a Vittoria, ai piedi dei Monti Iblei. In diciotto anni ha costruito un progetto agricolo radicato nella terra, nella storia e nella biodiversità di uno dei territori più antichi e meno conosciuti della Sicilia.
Un'azienda nata dalla terra
Tutto è cominciato a Fossa di Lupo, dove la terra si colora di rosso la sera e il vento degli Iblei pettina i filari. Da quel primo ettaro accanto al palmento, l'azienda si è estesa nelle contrade Bombolieri, Pettineo, Bastonaca, Santa Teresa, Serra d'Elia, Santa Margherita. Oggi Occhipinti coltiva circa 30 ettari di vigneto con Frappato, Nero d'Avola, Zibibbo, Albanello e Grillo, oltre a 15 ettari di uliveti secolari di Tonda Iblea e Nocellara del Belice, 10 ettari di grano Tumminia, 1 ettaro di pere, mezzo ettaro di agrumi, 1.500 m² di orto, carrubi e alberi da frutto.
Biodinamica, rispetto, coerenza
Il primo gesto imparato facendo vino è stato accettare: la diversità dei suoli, l'inclinazione del terreno, l'altitudine, l'originalità di ogni vigneto. Accettare significa rispettare. Rispettare la terra e il suo equilibrio, la vigna con i gesti di un'agricoltura sensibile, le fermentazioni grazie ai lieviti indigeni, il vino come se fosse una persona — con una storia, un'anima, un mondo.
L'azienda lavora in biodinamica in campagna e accompagna naturalmente i vini nel loro divenire in cantina. Nessun pesticida, fungicida, erbicida, fertilizzante chimico o sintetico. Le essenze spontanee che crescono in vigna sono considerate una ricchezza: aiutano il terreno a ossigenarsi e alimentarsi. A queste si aggiungono sovesci di leguminose, graminacee e crucifere interrate in primavera. La biodiversità — siepi, macchia mediterranea, zone boschive, ulivi, alberi da frutto, orto, grano — è parte integrante del progetto.
Il territorio: Monti Iblei e Vittoria
La Sicilia degli Iblei è forse la parte meno conosciuta della regione: cave di spettacolare bellezza, canyon, grotte, necropoli nascoste tra la vegetazione, muretti a secco come opere d'arte geometriche, borghi barocchi come Ragusa, Modica, Scicli e la Val di Noto. Lecci, ulivi, carrubi. Il vento, la ruvidità degli odori, la roccia calcarea che degrada verso il mare. Ingredienti che si ritrovano nei vini.
Vittoria nasce nel 1607 per volontà di Vittoria Colonna de Cabrera, contessa di Modica, che promise ai coloni un ettaro di terra a condizione di coltivarlo a vigneto. Da qui il Cerasuolo di Vittoria, l'unica DOCG siciliana, blend di Nero d'Avola e Frappato. Una storia vinicola che risale al III secolo a.C. e che Occhipinti custodisce e reinterpreta con coerenza.
Un progetto in divenire
L'azienda non è solo vino: è biodiversità, agricoltura, etica, territorio. Un progetto collettivo che sostiene piccoli appezzamenti altrimenti insostenibili, che forma persone, che crede nei sogni anche in luoghi meno semplici. Di stagione in stagione, la terra parla, ascolta, risponde. Il dialogo è silenzioso e autentico. Non esiste una formula, ma convinzioni nate dall'esperienza e da un rapporto rispettoso con la terra.