Dal 1977, Marolo distilla grappe monovitigno dai migliori vitigni italiani, con una vocazione speciale per le Langhe, il Roero e il Monferrato — territori riconosciuti Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO nel 2014. Ogni grappa Marolo è il racconto fedele di un vitigno, di un territorio, di una stagione: non un prodotto neutro o standardizzato, ma un distillato capace di esprimersi con carattere unico e personale.
Perché scegliere Marolo
Marolo ha sede ad Alba, capitale delle Langhe, uno dei principali distretti vitivinicoli al mondo. Le colline circostanti producono alcuni tra i più prestigiosi vini italiani — Barolo, Barbaresco, Barbera, Dolcetto, Roero Arneis, Gavi, Moscato d'Asti — e Marolo ne valorizza le vinacce con rigore artigianale, trasformandole in grappe che ne esaltano le caratteristiche varietali originali.
La distillazione avviene esclusivamente con alambicchi discontinui a bagnomaria: uno per le vinacce bianche, uno per le rosse. Il sistema a doppio bollitore a vinacce sommerse garantisce un riscaldamento indiretto, lento e delicato — un'ora e mezza per ogni «cotta» — che evita di bruciare la materia prima e preserva intatti gli aromi del vitigno d'origine.
Materia prima d'eccellenza
Marolo seleziona le vinacce da piccoli viticoltori di fiducia, privilegiando vinacce monovitigno provenienti dalle zone più prestigiose: Barolo, Barbaresco, Moscato d'Asti, Brunello di Montalcino. Tutte le vinacce arrivano in distilleria fresche, al giusto grado di fermentazione, preferibilmente pressate delicatamente per conservare le bucce integre e ricche di aromi.
Per garantire la massima tipicità, Marolo concentra l'intera produzione nei 90 giorni successivi alla vendemmia — da settembre a dicembre — evitando l'insilamento e la conservazione prolungata. Il legame diretto con i conferitori consente produzioni localizzate fino alla singola vigna o parcella: è così che nascono le grappe di Barolo Bussia, Barbaresco Rabajà, Barbera Monriondo e Pianpolvere, Arneis Renesio, Pigato di Albenga di Pippo Parodi.
Il mastro grappaiolo: mani, testa e cuore
La tecnologia è per Marolo un mezzo, non un fine. L'impianto non è automatizzato: è il mastro grappaiolo a condurre ogni distillazione, gestendo manualmente la rettificazione — la separazione di teste, cuore e code — per estrarre solo la frazione nobile della grappa. È un lavoro che richiede presenza costante, esperienza sensoriale e capacità di adattarsi alla variabilità di ogni singola partita di vinacce.
Invecchiamento: evoluzione, non aromatizzazione
Le grappe Marolo invecchiate seguono percorsi studiati grappa per grappa, in botti vecchie di rovere e acacia che garantiscono cessioni equilibrate e mai aggressive. L'invecchiamento avviene in magazzini a temperatura ambiente, dove i distillati si temprano naturalmente con il variare delle stagioni. L'obiettivo è sempre lo stesso: far crescere il carattere originale della grappa, aggiungendo complessità senza mai coprire l'espressione varietale del vitigno di partenza.
Marolo sperimenta costantemente nuovi legni e nuove formule di invecchiamento, dando vita a edizioni limitate e produzioni di nicchia che rappresentano il vertice della creatività artigianale nel mondo della grappa italiana.